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Andrea

Ricordo come se fosse ieri quella domenica di gennaio 2009: il mio primo vero shooting. L’attesa dei giorni prima, la tensione, il viaggio verso rimini e poi tu, tu che dal primo istante mi hai fatto sentire a casa.
Fuori pioveva e faceva freddo, ci siamo presi un caffè con tua mamma e poi abbiamo iniziato a scattare nella vasca da bagno.
L’acqua calda mi appannava la lente dell’obiettivo ma, in realtà, ad essere appannato ero io con le mie mille domande.
Sarò all’altezza? Andrea come si aspetta queste foto? Quale inquadratura scelgo?
Controllavo sempre gli scatti e te li facevo vedere per cercare approvazione.
Poi mi hai guardato, mi hai sorriso e mi hai messo una mano davanti alla macchina: “Se guardi un’altra foto ti ammazzo, inquadra e scatta. Io sono qui davanti a te, mi stai fotografando, hai già vinto e non c’è niente di cui aver paura, nulla che puoi sbagliare. Scatta e basta senza soffermarti troppo su cosa viene fuori. Saranno dei capolavori.”
E così è stato. Foto storte, sfuocate e mosse; foto forti, vere. Ancora oggi mi emoziono a guardarle, ancora oggi sono bellissime. Ma soprattutto ancora oggi, dentro queste foto, rivedo me stesso.